Niente via ai saldi previsti a Milano. Commercianti sul piano di guerra.
Non decollano i saldi anticrisi, le svendite della stagione estiva, quando l'estate ancora deve cominciare. Dovevano partire oggi a Milano e nel resto della Lombardia, con un mese di anticipo rispetto al solito, ma la legge approvata dalla Regione si è trovata di fronte il muro compatto dei commercianti, dal centro alla periferia. Un coro di no e senza stonature.
"Troppo presto, a noi non conviene" è stata la risposta dei negozianti. Adesioni minime quindi oggi alla possibilità di mettere in vendita promozionale un mese prima del solito (tra il 5 e il 7 luglio) abbigliamento e in generale la merce estiva. Delusi i pochi clienti che ci avevano creduto davvero e stamattina si sono precipitati nei negozi sperando di fare qualche buon affare.
Il quadrilatero della moda si è ribellato. Stessa decisione in tutte le vie dello shopping da Corso Buenos Aires, a via Paolo Sarpi, fino a Corso Lodi e Lorenteggio. Nessun negozio ha cominciato vendite promozionali.
Eppure il Consiglio Regionale della Lombardia approvando mercoledì 6 giugno il progetto di legge bipartisan che sospende per la durata sperimentale di un anno il divieto di effettuare vendite promozionali un mese prima dei saldi estivi e invernali, previsto da Testo unico del commercio, aveva come obiettivo 'dare una risposta alle difficoltà degli esercenti in un periodo di crisi economica.
Stay tuned ;)
Val
alle 19:43
Sotto Sopra Griffe Outlet
Il problema del commercio al giorno d'oggi e' molto piu' profondo e grande ripetto a quello che si puo' pensare e certamente non e' facendo sconti che si risolvono le cose.
Uno dei problemi risiede nei costi di esercizio che sono lievitati in modo logaritmico in tutti i settori del commercio. (affitti che crescono al ritmo del 2-3 % anno con i consumi che calano del 30-40 %, bollette sempre piu' care, costi bancari alle stelle -un bonifico ricorrente mi viene addebitato ben 3,53 euro ad operazione - e' folle -
Un altro per esempio e' nella troppa liberta' di aprire ovunque superfici di tutti i tipi (grandi e piccole).
Ci stiamo sbattendo il naso con la crisi di questo periodo, la troppa liberalizzazione dei mercati, non regolata da norme rigide e uguali per tutti, e' la motivazione principe della crisi attuale, che porta al ribasso i valori in gioco ed i diritti di tutti.